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Sconfinamenti culturali

SCONFINAMENTI CULTURALI

Giovedì 2 luglio
18.30-20.00
Ex Borsa Valori
Via San Francesco da Paola 28

La seconda vita degli edifici dismessi.
Fabrizio Barozzi e Giovanna Amadasi sono due professionisti che a diverso titolo si confrontano con i luoghi e la cultura. Il primo trasforma e rende fruibili i contenitori, la seconda fa un lavoro di approfondimento scientifico e di divulgazione per avvicinare il pubblico ai contenuti. Entrambi si confrontano con il contesto, abbattono i limiti e propongono il dialogo come strumento di conoscenza.

Fabrizio Barozzi è un architetto italiano under40 e con il suo studio EBV Barozzi Veiga ha vinto l’ultima edizione del Mies Van der Rohe, il più prestigioso premio di architettura europeo. Il riconoscimento è arrivato grazie alla nuova Filarmonica di Szczecin in Polonia, un progetto che è diventato rapidamente un edificio-simbolo della città, un’architettura in cui la gente si identifica e uno spazio ben utilizzato che integra musica, arte e spazi pubblici. Ebv ha base a Barcellona e i soci sono italo-spagnoli, in Polonia è stata ultimata la Filarmonica e dopo l’estate sarà posata la prima pietra del nuovo museo di Belle Arti di Losanna. Ebv non è solo l’esito di una generazione Erasmus, ma rappresenta l’identikit di uno studio europeo. “Sia per il progetto di Losanna che per Szczecin il nostro studio si è impegnato per realizzare edifici che vanno oltre il semplice fatto architettonico. I nostri progetti sconfinano” dice Barozzi “e costruiscono luoghi urbani. Pensiamo al paesaggio che si andrà a definire più che a interventi puntuali”.

A Losanna Ebv sta lavorando in un’area ferroviaria dismessa: per anni ci si è interrogati sulla sua valorizzazione e alla fine si è deciso di demolire alcuni fabbricati, liberare il sito e costruire una piazza pubblica collegata con la stazione dove sorgeranno tre musei. Ebv ha vinto il concorso per il masterplan e per il primo museo, e poche settimane fa sono state indette altre gare per gli altri due musei.

Costruire sul costruito, inventare nuove destinazioni d’uso e investire sulla cultura è una questione internazionale. Dalla Polonia, alla Svizzera all’Italia, i laboratori di successo si moltiplicano. Nel nostro Paese Milano è tra le città più attive su questo fronte: sono stati da poco inaugurati il Silos Armani e la Fondazione Prada ma da anni già funziona a pieno regime l’HangarBicocca voluto da Pirelli che fin dalla sua fondazione nel 1872 ha messo al centro della propria cultura d’impresa la ricerca culturale e artistica, la qualità e l’innovazione e ha investito sui talenti. HangarBicocca è uno spazio che produce e ospita mostre di livello comparabile con quello dei grandi musei internazionali e Pirelli garantisce la gratuità, la continuità della programmazione artistica e l’offerta di attività e servizi per tutti i tipi di pubblico. “Il direttore artistico Vicente Todolí ha impostato la programmazione con la precisa volontà di scegliere artisti e opere sulla base delle caratteristiche dello spazio” spiega Giovanna Amadasi, responsabile dei programmi culturali e istituzionali di HangarBicocca. “I progetti nascono dall’identità architettonica degli edifici che non possono essere intesi soltanto come contenitori: non ci sarà mai in HangarBicocca una mostra con quadri appesi, in questi anni abbiamo avuto infatti una netta predominanza di installazioni e sculture”.

Amadasi si occupa del Public Program, il palinsesto delle attività collaterali alle mostre e sottolinea quanto sia importante connettere diversi saperi e punti di vista. Arte e architettura sconfinano nello spazio e interagiscono con altre discipline. “Il lavoro degli artisti contemporanei è ricco di riferimenti culturali” racconta Amadasi “e il Public Program cerca di approfondire alcuni aspetti delle opere in mostra sottolineando inoltre il rapporto con altri linguaggi come il cinema, la letteratura o la musica. L’arte contemporanea attinge a varie discipline e ci piace poter raccontare interessanti enciclopedie personali, portare a galla il background degli artisti e renderlo visibile”.

Barozzi e Amadasi sono professionisti che a diverso titolo si confrontano con i luoghi e la cultura. C’è chi trasforma e rende fruibili i contenitori e chi fa un lavoro di approfondimento scientifico e di divulgazione per avvicinare il pubblico ai contenuti. Entrambi sono interessati a riusare l’esistente, a confrontarsi con il contesto, ad abbattere limiti e proporre il dialogo come strumento di conoscenza.

A Losanna Barozzi interviene con un’operazione pubblico-privata in un’area che per anni è stata occupata da edifici per il ricovero e la pulizia dei treni. A Milano al posto di un ex fabbrica Breda l’operazione è già realtà, e dal 2008 la Fondazione HangarBicocca si sta affermando come laboratorio della creatività per tutti. “Lo spazio, è vissuto da un pubblico molto vario: dagli studenti alle famiglie con i bambini, dagli stranieri agli addetti ai lavori e appassionati. Tutti ci considerano parte integrante del patrimonio pubblico anche se siamo una realtà completamente privata: Pirelli” spiega Amadasi “dopo anni di attività industriale alla Bicocca ha deciso di restituire qui un pezzo della propria identità”.

Coordina Paola Pierotti, giornalista PPAN www.ppan.it