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I dialoghi di architettura

I DIALOGHI DI ARCHITETTURA

Continua a crescere la proposta culturale della formazione: è ora possibile iscriversi al nuovo corso FAD Dialoghi di architettura: sconfinamenti che raccoglie gli incontri durante i quali quattro noti architetti si sono confrontati con professionisti di altri campi sul concetto di confine. I dialoghi, che si sono svolti in occasione di Architettura in Città 2015, vogliono mostrare le virtuose connessioni che si possono attivare tra l’architettura e altre discipline presentando e approfondendo esempi di buone pratiche architettoniche con cui i diversi confini vengono esplorati, sovrapposti e ridisegnati.
Un invito a considerare la formazione non solo come l’acquisizione di nozioni tecniche, ma anche come un’opportunità di riflessione sulla qualità della progettazione.
Nel primo dialogo, il paesaggista Andreas Kipar dello studio Land e Simona Galateo, ricercatrice nel campo degli studi urbani, affrontano il tema degli sconfinamenti naturali interrogandosi sul modo in cui viviamo il territorio e su come le barriere possano dividere i centri urbani dalle periferie, la città dalla campagna; demarcazioni sempre più labili quando la struttura urbana individua nuove centralità o quando la natura contamina l’ambiente costruito attraverso il verde urbano. Caso emblematico è Tempelhof, l’ex aeroporto militare e civile di Berlino che nel 2009 è stato trasformato in un parco pubblico di 386 ettari e di cui Kipar ha seguito da vicino il processo di riconversione.
L’architetto Alfonso Femia dello studio 5+1AA e la scrittrice Michela Murgia discutono invece di sconfinamenti geografici, indagando come un’apparente barriera come il mar Mediterraneo possa essere un canale di incontro tra popoli e culture. Il progetto di riconversione dei Docks di Marsiglia dello studio 5+1AA ben rappresenta questa connessione: l’edificio originale, con i suoi 5 piani di altezza e 400 metri di lunghezza, si poneva come un limite invalicabile tra la città e il mare mentre oggi, con i suoi negozi, caffè e librerie, invita i cittadini a vivere e attraversare i suoi spazi, rimettendo in relazione le due anime di Marsiglia, quella urbana e quella marittima.
I concetti di accessibilità e segretezza, di pubblico e privato, sono al centro del dialogo tra l’architetto Fabrizio Barozzi, insignito con il suo studio EBV del premio Mies van der Rohe per la Filarmonica di Szczecin in Polonia, e Giovanna Amadasi, responsabile delle strategie culturali e delle relazioni di HangarBicocca. La discussione si è concentrata sugli sconfinamenti culturali e in particolare su come la cultura possa dare nuova vita ad architetture in disuso o luoghi abbandonati; è il caso del museo di Belle Arti di Losanna, disegnato dallo studio EBV su un’area ferroviaria dismessa, o dello stesso HangarBicocca di Milano, un tempo stabilimento della Pirelli e ora centro di riferimento per l’arte contemporanea.
Infine, le connessioni tra architettura e pedagogia sono le protagoniste del dialogo sconfinamenti formativi tra l’architetto Sandy Attia dello studio Modus, esperta nella progettazione di scuole e centri educativi, e Armando Baietto dello studio Baietto Battiato Bianco. Aule interscambiabili, spazi senza una destinazione funzionale prestabilita, luoghi riservati alla socializzazione informale e ambienti aperti all’intera comunità sono tutti elementi presenti nel complesso scolastico Firmian di Bolzano, progetto sviluppato dallo studio Modus Architects che dimostra che gli edifici scolastici non possano ridursi a semplici spazi funzionali ma che debbano contribuire con la propria architettura allo sviluppo educativo dei bambini.

Per la fruizione del corso FAD, che rientra nell’offerta formativa on-line inclusa nell’abbonamento proposto dalla Fondazione, è previsto il riconoscimento di 8 crediti formativi professionali.

Per seguire il corso vai alla pagina dedicata.

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22/03/16