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Fondazione, un microcosmo in rete

FONDAZIONE, UN MICROCOSMO IN RETE 

… Un uomo pallido, che pareva fatto di betulla, disse che ormai la valanga era passata, potevano rimanere lì, il pericolo non esisteva più. E, prima che ne tornasse una uguale, era capace di trascorrere anche trecento anni o mille. Il vecchio, che pareva un albero di neve, lo guardò. Poi gli disse che, come era venuta quel giorno e quell'anno, poteva tornare l'anno dopo, o anche lo stesso, non si sapeva. E allora perché rischiare?
Ma se anche fosse tornata mille anni dopo, occorreva pensare a coloro che, mille anni dopo, sarebbero vissuti ancora lì, in quel posto. […] E allora bisognava pensare a loro, a quelli che venivano dopo, non a se stessi. Il vecchio concluse che non aveva senso vivere e fare le cose con ordine e morire in pace, se non per agevolare la strada a quelli che venivano dopo. Fargli trovare qualche gobba spianata, un po' di neve spalata dal sentiero. […] Capì che dalla scorza di betulla non avrebbe cavato ragione, e si avvio verso il basso, dove bisognava darsi da fare a tirar su un (nuovo – ndr) paese.
(cfr Mauro Corona, “La voce degli uomini freddi”, Mondadori 2013)

La tendenza degli ultimi anni ci ha portati a vivere sempre di più all'interno di una congerie, a volte incontrollata, di notizie, informazioni, contatti, reti che non sempre riescono a restituirci un valore aggiunto di conoscenza. La necessità che sembra emergere dopo una prima entusiastica ubriacatura, è quella di fare selezione e trovare un modus operandi che riscopra anche il tempo della riflessione per stabilizzare le idee, sedimentarle ed interconnetterle al bagaglio del nostro sapere. Non si tratta di tornare ad un meraviglioso isolamento, ma scegliere di avere il tempo per confronti diretti, senza filtri informatici, per condividere percorsi ed obiettivi. Microcosmi certo, ma concepiti come cassa di risonanza per poter rilanciare con maggior forza le proprie idee e proposte, in uno scenario dove è possibile coinvolgere o essere coinvolti. Microcosmi di crescita collettiva non necessariamente dai confini ristretti: la comunità degli architetti per esempio può esserlo ed i suoi numeri non sono certo limitati.
Fondazione è un microcosmo ed è esempio di questo modo di operare: da un lato agisce per essere riferimento solido ed affidabile per gli architetti, dall'altro si muove per generare rapporti con interlocutori altrettanto affidabili, con lo scopo di offrire attività, servizi ed informazioni “certificate”, oltre a dare visibilità agli architetti ed al loro ruolo e lavoro.
Le attività che in questo biennio trascorso sono state messe in campo testimoniano il nuovo corso che è stato impresso a Fondazione, che genera proprie iniziative e gestisce ormai la quasi totalità di quelle programmate dal socio fondatore, coprendo ininterrottamente tutto l'anno. Cultura e promozione, formazione e aggiornamento, forum ed incontri tecnici, confronti sulla professione … Qualcuno potrebbe pensare che l'enfasi celebrativa sulla Fondazione non si addica alla carica che ricopro, ma la celebrazione, se di questo si trattasse, non riguarda me, è un riconoscimento dovuto ad un microcosmo, quello del sistema Fondazione, consiglio di amministrazione e struttura operativa pensante, un caleidoscopio di personalità, competenze, capacità di proposta e voglia di fare orientata al futuro, incompatibile con il low profile ... come suggerisce la citazione iniziale, non sono visi di betulla.
Un microcosmo dai mille volti dunque ai quali abbiamo voluto dare spazio in questo giornale, proprio nel momento in cui ci accingiamo ad una trasformazione di immagine e di logo, ma soprattutto di nome che da oggi riconoscerà a tutti gli effetti il ruolo svolto. Fondazione OAT infatti cambia e diventa Fondazione per l'architettura / Torino.

Giorgio Giani
Presidente Fondazione per l’architettura / Torino

Abbiamo chiesto a chi vive la Fondazione dall’interno, perché parte del consiglio o dello staff, di raccontare in poche parole che cos’è o che cosa dovrebbe essere la Fondazione per l’architettura / Torino. Il risultato è pubblicato sul periodico TAOmagazine.