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Che c'è di-nuovo

Che c'è di-nuovo

Si è soliti concludere l'anno solare con bilanci di attività e programmi futuri, che lasciano intravedere effetti speciali e fulgidi futuri: abbiamo rinunciato a esibirci in questo esercizio consueto ed ai sui tempi classici.
Lasciando passare perciò il tempo fisiologico che serve a tutti ad evitare di scrivere in modo errato in capo pagina l'anno della data, abbiamo immaginato di affrontare l'argomento usando un gioco di parole nel titolo, vale a dire il doppio senso del “nuovo” e del “di nuovo” inteso come nuovamente. Un doppio senso per poter ragionare di equilibrio fra ricerca di innovazione ed esigenza di capisaldi sui quali fondarla.

Fondazione si trova a questo punto della sua evoluzione. Negli anni ha costruito, con processi di messa a punto progressivi, un sistema di attività che ricorrono a cadenza annuale o biennale con le quali è riuscita a cogliere l'interesse di un pubblico vasto di cittadini, soggetti istituzionali ed associazioni. Soprattutto nell'ultimo anno Fondazione ha travalicato i propri confini territoriali cercando collaborazioni e partenariati in sede nazionale ed internazionale per affinare ed ampliare l'offerta di attività a promozione dell'architettura, intesa come tutti i livelli di progettazione dalla scala architettonica ai processi di pianificazione.

L'idea è quella di continuare su questa strada, di spingersi ancora più a fondo nell'obiettivo di coinvolgere un numero sempre più ampio di soggetti nelle nostre attività, di interessarli ed affascinarli con le nostre iniziative, coinvolgerli nella partecipazione o anche solo nell'ascolto perché l'ascolto attento non è mai passivo.
Lo scopo ultimo di tutto questo è generare conoscenza diffusa nei confronti del lavoro degli architetti, far comprendere che da questo lavoro può derivare gran parte della qualità della vita quotidiana di tutti: emarginarlo, considerarlo superfluo o non proprio di interesse come spesso si percepisce non è un buon “affare” per nessuno.

Ma se questa è la caratteristica del lavoro della Fondazione ormai da anni, allora che c'è di nuovo?

Di nuovo c'è che vorremmo che anche gli architetti si rendessero conto della funzione importante e complementare all'Ordine che Fondazione svolge in favore degli architetti operando sul sistema collettivo, una funzione indiretta che può dare seri frutti per ricostruire la “stima” che il sistema sociale ed economico sembra aver perduto nei nostri confronti.

Era il tema di Architettura in Città dello scorso anno, alzare lo sguardo, ricominciare a guardare lontano. Ci piacerebbe aprire con voi una discussione, qualè la vostra opinione?

Giorgio Giani
Presidente Fondazione OAT